Orientamenti e Prospettive per lo Sviluppo dei Quadri Emergenti (QUADRIFOR) VAL DI FIEMME - ROMA

Seconda Edizione  - ROMA e VAL DI FIEMME

L’apprendimento è un processo complesso che si realizza in modo ottimale quanto più le situazioni sono coinvolgenti ed innovative: l’apprendimento generato dalla “Formazione Attiva” non è solo fondato su momenti di descrizione di modelli e tools, ma è costituito anche dalle esperienze “attive” vissute dai partecipanti e rielaborate da una riflessione sui comportamenti agiti, al fine di giungere a conclusioni operative condivise dal gruppo in formazione.

Si conclude a novembre in Val di Fiemme, nel Trentino la 2a edizione del progetto “Orientamenti e Prospettive per lo Sviluppo dei Quadri Emergenti”. QUADRIFOR( Istituto per lo sviluppo della Formazione dei Quadri del terziario - Edizione riservata agli iscritti di Emilia-Romagna e regioni Centro-Sud. 

Nella sua fase indoor,
che si è tenuta a Roma nel mese di ottobre presso il Ripa Hotel di Trastevere, l’attività assume un carattere interattivo ed esplorativo sulle attitudini e le motivazioni dei partecipanti in ordine ai temi del comportamento organizzativo e dello sviluppo professionale, traguardando altresì interessi comuni di conoscenza legati ai fondamentali della formazione manageriale e ai temi di attualità della cultura di impresa.

In particolare il percorso formativo si incentra sugli scenari socio economici e sulle conseguenze tecnico-organizzative che il mutamento di tali scenari comporta. Con riguardo alle questioni legate allo sviluppo manageriale e professionale l’attività formativa fa emergere le nuove sfide e le relative competenze trasversali necessarie per la piena copertura del ruolo di Quadro all’interno dei nuovi e mutati contesti operativi.

Questi obiettivi di apprendimento inoltre sono perseguiti congiuntamente ad altri obiettivi più specifici di personale esplorazione e “self-assessment” del proprio orientamento motivazionale ed assetto competenziale.

La fase indoor, con l’intento di anticipare le dinamiche competitive tipiche della fase outdoor, vede la costituzione di squadre che lavorano in workshop allo scopo di predisporre una team effective presentation di autodescrizione del gruppo e di ognuno dei suoi appartenenti, avente per oggetto tematiche di carattere biografico-professionale e di cultura aziendale.

Il risultato è di grande impatto e suggestione, anche visiva, avendo ognuna delle squadre prodotto vere e proprie installazioni narrative costituite da: performance, foto, musiche, filmati ed effetti speciali. Generando con ciò un clima dinamicamente vivace ed interattivo, funzionale allo scambio di informazioni ed esperienze di contesto organizzativo e di scenario operazionale e tale da consolidare un vero e proprio senso di appartenenza sia alla squadra che alla più ampia comunità dei partecipanti.
 

Volendo brevemente accennare alle metodiche utilizzate, potremmo sottolineare come le persone mostrano di accettare più prontamente le idee degli altri e di essere più disponibili a scambiarsi e condividere esperienze se indirizzate ad adottare un approccio “narrativo-analogico”, piuttosto che “anagrafico-compilativo”.

Questo perché la narrazione di sé, in quanto connotata da realismo psicologico, agevola la messa in visibilità della propria intelligenza emotiva, dando luogo all’espressione di emozioni ed interazioni che nascono dalla comune esigenza di condividere esperienze e vissuti professionali, nonché aspettative di sviluppo.

Le storie di vita professionale, ovvero le narrazioni del proprio “viaggio” lavorativo, sono quindi un mezzo importante non solo per sviluppare interazioni solidali e costruttive con gli altri membri del proprio gruppo professionale (“i quadri emergenti”), ma anche e soprattutto per sviluppare apprendimenti e “benchmarking” sugli orientamenti e sulle prospettive relative alla comunità dei quadri del terziario.


Esercitazione sulla Percezione del Ruolo e delle Qualità Personali:
stralcio dalle “Riflessioni di Sintesi” 
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La mia vita professionale non è stata lineare, ma eterogenea e composta da esperienze molto diverse e sfide impegnative. Mi sono capitate grandi responsabilità quando ero più giovane e meno esperto e talvolta mi sono trovato a ricoprire funzioni per le quali non ero ben preparato.
Oggi posso dire di essere quasi sempre riuscito a raggiungere o a superare gli obiettivi fondamentali, assicurando un ottimo livello di servizio ai clienti e mantenendo una qualità di relazione elevata con la maggior parte delle persone con cui ho lavorato.
Di seguito descrivo alcune caratteristiche di fondo, emerse nella varietà delle esperienze vissute, che credo caratterizzino il mio modo di essere.
Mi gratifica cercare di fare bene qualsiasi cosa mi capiti di fare. Mi viene naturale non accontentarmi, puntare al miglioramento continuo e all’eccellenza e considero questo atteggiamento uno dei pochi modi disponibili per dare un senso più profondo all’agire. Sono considerato una persona affidabile, capace di assumersi responsabilità impegnative.
Sono curioso intellettualmente, attratto da diversi ambiti di conoscenza e credo di avere una discreta propensione all’apprendimento. La voglia di imparare mi ha consentito di svolgere alcune funzioni ed affrontare situazioni difficili grazie ad un lavoro di autoformazione.
Tra le qualità più spiccate, credo di aver sviluppato particolarmente la versatilità. Riuscire a mettere in gioco ambiti di conoscenze e competenze molto diversi mi ha consentito spesso di risolvere problemi e, in alcuni casi, è stato un fattore di successo. 
Mi viene naturale costruire relazioni interpersonali leali, autentiche, forti, cui dare tanto e dalle quali aspettarmi tanto. I rapporti umani di qualità mi gratificano profondamente e questo aspetto, pur contenendo una dose di rischio, mi ha consentito di valorizzare il gioco di squadra e il contributo originale di ciascun individuo.
Credo nell’importanza del metodo e cerco di coniugare la sistematicità organizzativa che mi caratterizza con la valorizzazione delle energie creative.
Infine, sento di avere una parte significativa di abilità e potenzialità ancora inespresse per motivi che attribuisco principalmente al contesto in cui mi trovo ad operare. Questa è una delle ragioni per cui frequento questo corso.
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 Nella sua fase outdoor,
le squadre già formate si affrontano in Team Orienteering tra i boschi della Val di Fiemme. Sfida serrata e coinvolgente, costantemente monitorata dai coach atletici della valle campioni nelle discipline nordiche, preceduta dal briefing della consulenza che ne richiama la valenza formativa e professionale fornendo elementi di riflessione su cui attivare le metafore lavorative relative ai temi del comportamento organizzativo e dello sviluppo delle potenzialità e qualità personali.

Durante il briefing e prima della “gara” le squadre scalpitano e l’atmosfera è carica di energia, quella giusta per un apprendimento attivo e coinvolgente che rimane nella memoria. Fabio Vettori, artista-illustratore ideatore de “Le Formiche di Fabio Vettori”, è il testimonial che realizza di propria mano “istantanee” grafiche garbatamente umoristiche, rappresentative dei team in competizione.

Come già ampiamente descritto nei precedenti numeri della rivista, brevemente ricordiamo che scopo dei partecipanti alla sessione orientistica è quello di completare in team un percorso predeterminato nel più breve tempo possibile con l’ausilio di una carta topografica e di una bussola. In corrispondenza di ogni punto intermedio del percorso (le cosiddette “lanterne”) va effettuata una punzonatura che ha lo scopo di registrare il passaggio della squadra e di ognuno dei suoi componenti.

Al traguardo i tempi rilevati hanno certificato, a detta degli stessi coach atletici, risultati brillanti frutto non solo e non tanto della prestazione fisica, quanto e soprattutto della capacità di agire in team strategie valide sotto il profilo dell’efficacia e dell’efficienza.

Nella fase di debriefing i partecipanti rivedono i momenti salienti dell’esperienza attraverso il montaggio fotografico messo a punto e presentato dallo staff. Un’ulteriore occasione e modalità coinvolgente per rilevare le analogie con il vissuto lavorativo e cogliere le personali possibilità di risposta “attiva” in termini di repertorio dei comportamenti organizzativi a cui far riferimento per “orientare” il proprio successo professionale.